Accademia Scacchi Milano
Scuola di Scacchi riconosciuta FSI
Presso Circolo Culturale "I Navigli"
Via De Amicis 17 - M2 S. Ambrogio
Tel. 328 7194921
C.F. 97419000159
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con bar, ristorante ed auditorium.
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CISF 2011: è tempo di bilanci
Accademia delle Donne - Resoconti agonistica femminile
Scritto da Fiorenza Viani   
Mercoledì 04 Maggio 2011 09:27

Cronaca e GALLERIA DI FOTO dalla finale nazionale del Campionato Italiano a Squadre Femminile di Spoleto.

Quando la GMF Russa Irina Sudakova chiese quale fosse l’obbiettivo di Accademia al CISF, io ed il Presidente rispondemmo all’unisono: “NON arrivare ultime!”. Missione compiuta: né ultime, né penultime in un torneo con due IM (Martha Fierro – 2367 ed Elena Sedina – 2339), una WIM (Adriana Nikolova – 2311), una WFM (Mariagrazia De Rosa – 2113), tre CM e cinque 1N (fra cui la nostra Sonia Monticone). Due incontri vinti con decisione (2.5 - 0.5), tre punti e mezzo per Giorgia Miracola, due punti e mezzo per Sonia (su sei turni giocati), un punto e mezzo per l’Under 12 Aurora Vitale (su quattro turni giocati) con conseguimento della sua prima tranche Fide (stimata attorno ai 1700): questo è il bottino che rende positivo il nostro bilancio.

Il torneo era certamente più abbordabile rispetto allo scorso anno, con numerose squadre composte da ragazze giovani o giovanissime (Accademia Leonesse, Chieti A e B Under 16, A.S.D. Lucchese) ed alcune composte da ragazze cresciute nel club o da sempre legate al club (Accademia Leonesse, Lucchese, Club 64 Modena). Bracci e Mariano, gli Istruttori di stage pre-nazionale, hanno seguito le Leonesse per tutta la durata dei Campionati: muniti di un data base composto per l’occasione e da loro stessi definito “gigantesco”, non si sono risparmiati ma hanno analizzato tutte le partite (perse e vinte), hanno sempre preventivamente studiato con le ragazze il repertorio delle avversarie, hanno seguito la squadra con vicinanza fisica rischiando gli strali di arbitri nervosi, hanno giocato rilassanti e divertenti mangia-e-passa  con le ragazze disponendo pezzi e scacchiere sui letti. Si sono dimostrati ottimi tecnici e finissimi psicologi, qualità che, con una squadra femminile molto giovane, è elemento di grande importanza e difficoltà. E si sono rivelati anche compagni d’avventura piacevolissimi: la mimica facciale di Andrea ed i commenti di Elia mentre Aurora metteva Sharon Rombaldoni alle strette sono ricordi che danno allegria. Ma altri due personaggi hanno giocato un ruolo significativo: le giocatrici Luciana Parola e Mariafilomena Genovese. Inserite in squadra ma scese a Spoleto con l’intenzione di seguire solo alcune fasi di gioco, di scattare qualche foto da inviare  all’amico Giorgio per l’inserimento nel sito e – soprattutto – di andare a spasso per turismo, entrate in sala gioco alla mattina del quarto turno, ne sono uscite la sera, al termine del quinto, affascinate e totalmente partecipi della gioia della squadra. Le due vittorie infilate dalle compagne in loro presenza le avevano immediatamente insignite del titolo di “irrinunciabili porta fortuna” impedendo loro qualsiasi tipo di allontanamento dalle scacchiere. Ma, a dire il vero, nessuno le ha legate per trattenerle e l’interesse nei confronti del gioco, il tifo e la condivisione sono stati sempre sinceri e spontanei. Al termine del Campionato, Luciana e Mariafilomena hanno promesso che il prossimo anno parteciperanno anche loro, con tutta la squadra delle Pleiadi. Un altro personaggio non si è perso neppure una partita: il nostro Vicepresidente, Renato Didoni ed alla cerimonia di premiazione Accademia è stata ben rappresentata dalla sua dirigenza: Presidente, Vicepresidente e Consigliere alla Cultura. Ringraziamo Scacchirandagi per la fornitura delle leggiadre magliette rosa e la famiglia Coppola per le simpatiche (e vincenti) magliette gialle fregiate del logo nuovo di Accademia.

Per la cronaca: Accademia è stata l’ago della bilancia per l’assegnazione del titolo. Mentre il Chieti di Fierro, in svantaggio di mezzo punto individuale, affrontava la sua stessa giovanile con le sorelle siciliane Gueci, le Leonesse se la vedevano col Vitinia. Per nulla disposte ad inchinarsi davanti alle possibili Campionesse Nazionali, hanno mostrato la grinta di Giorgia (Under 14) che ha rovinato la festa alle laziali costringendo alla patta la CM Sautto. A quel punto, i punti totalizzati in prima scacchiera hanno dato ragione al Chieti che – fra mille polemiche - si è aggiudicato il titolo. L’applauso finale va alle nostre ragazze che hanno dato il massimo, che hanno giocato schierate secondo le loro reali forze, senza trucchi, senza campionesse ingaggiate per l’occasione ma con una prima scacchiera solida e generosa, pronta a sacrificare una vittoria per assicurare i due punti alla squadra e con due ragazzine, Giorgia ed Aurora, che hanno fatto vedere i sorci verdi a chiunque. Divertente, all’inizio del sesto turno, la processione dei capitani delle altre squadre che volevano vedere “la piccola pericolosa” come era stata ormai ribattezzata Aurora. La sua inaspettata e bellissima tranche Fide è un premio al coraggio ed alla determinazione di questa squadra giovane e bellissima. E Beatrice? Se lo scorso anno Bea terminava le sue partite in dieci mosse ed in guadagno di tempo, quest’anno ha lottato per un totale di sette ore (due turni disputati) dimostrando di essere enormemente cresciuta. E poi ci siamo divertite: me lo ha confermato la nostra prima scacchiera, nonostante il suo compito impegnativo (ma splendido) di vedersela sempre con le più forti del torneo. La squadra è cresciuta: ora non è più la cenerentola su cui qualunque altra squadra può far bottino. Siamo una squadra giovane che paga lo scotto dell’inesperienza ma stiamo salendo e lo facciamo con le nostre sole forze. Ed Accademia delle Donne sta diventando sempre più una realtà: durante un pranzo spoletino, Luciana ha lanciato l’idea di favorire degli incontri fra giocatrici giovani e giocatrici adulte ed ha osservato che “il gioco delle ragazze è ardito e stimolante e c’è molto da imparare da loro”.  Quando l’intelligenza abbraccia la passione le idee migliori prendono vita. E a queste ragazze (dai sei agli ottant’anni) non manca proprio nulla...

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